Da venerdì 3 ottobre a domenica 12 ottobre 2025, da Gelindo dei Magredi, la polenta torna ad essere la regina della tavola. Non solo un piatto, ma il risultato di un viaggio che parte dal campo di mais e arriva al paiolo fumante. Il Festival della Polenta celebra i mugnai, custodi dei mulini e delle farine macinate a pietra, che con pazienza trasformano il chicco in farina dorata. Dieci giorni di festa dedicati ai sapori autentici del Friuli, per celebrare un cibo che da sempre unisce le comunità attorno alla tavola.
Protagonisti assoluti sono i nostri eroi mugnai: il Molino Natura Viva di Socchieve, l’Antico Molino F.lli Persello di Caporiacco e Gelindo dei Magredi di Vivaro. Insieme custodiscono semi antichi e saperi secolari, trasformandoli in farine che raccontano biodiversità, cultura contadina e futuro sostenibile.
Il cuore del Festival pulsa attorno alla Polenta dell’Amicizia, miscela speciale delle farine dei tre mugnai, donata a ogni ospite come simbolo di condivisione e legame tra le persone.
Ogni serata si accende sotto la pergola dell’Osteria, con la polenta cotta lentamente sul fuoco a legna, arricchita da formaggi, salumi, funghi, lumache e abbinata ai vini delle migliori cantine friulane. A dare ritmo alle serate, musica dal vivo, degustazioni, showcooking e incontri con produttori che raccontano la loro storia e il loro territorio.
Il programma è ricco di esperienze: i Mugnai, la Pannocchiata di Gelindo, degustazioni guidate di formaggi, grappe e vini, laboratori sui cereali antichi e showcooking con piatti della tradizione reinterpretati e il gran finale di domenica 12 ottobre con i celebri Scarpetz friulani e il laboratorio “Dal mais alla polenta”.
Il Festival della Polenta non è solo un evento gastronomico: è un viaggio tra territori, sapori ed esperienze, un invito a riscoprire il piacere della convivialità, celebrando insieme il gusto semplice e autentico della nostra terra.
Polente morbide arricchite dai formaggi di Enemonzo o dal Pastin, oppure dalle Lumache alla Bourguignonne o dalla Peta Cisata. Accanto a questi invitanti piatti, si incontrano persone, memorie e gesti antichi. Non è solo un menù: è un rito collettivo, una festa che unisce lavoro, tradizione e convivialità.
Ai contadini che coltivano la terra e ai mugnai che, con le loro pietre, trasformano il mais in farina: a loro dobbiamo il sapore autentico delle nostre tradizioni che continuano a tramandarsi nel tempo!

